STRATEGIA UE DELL’OCCUPAIONE

Negli ultimi anni l’Europa ha subito una delle peggiori crisi economiche mondiali dagli anni ’30 del secolo scorso, rallentando, e in certi casi annullando molti progressi compiuti dal 2000 nei settori dello sviluppo sostenibile e dell’ occupazione.
Conseguenze:
1. livelli di debito eccessivi
2. crescita strutturale fiacca
3. disoccupazione elevata
Strategia UE
Europa 2020, con un approccio che tiene conto della globalizzazione e dell’interdipendenza mondiali, dovrà condurre l’Europa fuori dalla crisi e consentire l’ingresso in una nuova economia di mercato sociale e sostenibile, un’economia più intelligente, più verde, che produca prosperità facendo leva sull’innovazione, su un uso migliore delle risorse e sulla conoscenza quale principale fattore di crescita.
La strategia europea per l’occupazione risale al 1997, quando gli Stati membri dell’UE decisero di fissare un insieme comune di obiettivi per la politica del lavoro. Si pone come obiettivo principale quello di creare più posti di lavoro e impieghi più qualificati in tutta l’Unione europea.
Rientra nella strategia Europa 2020 per la crescita e viene attuata tramite il semestre europeo, un processo annuale che promuove lo stretto coordinamento delle politiche tra gli Stati membri dell’UE e le istituzioni europee.
In particolare, l’attuazione della strategia – sostenuta dall’attività del comitato per l’occupazione – interessa le seguenti quattro tappe del semestre europeo:
gli orientamenti per l’occupazione – le priorità e gli obiettivi comuni per le politiche del lavoro, proposti dalla Commissione, convenuti dai singoli governi e adottati dal Consiglio dell’UE
la relazione comune sull’occupazione – prende in esame la situazione del lavoro in Europa, l’attuazione degli orientamenti per l’occupazione e il quadro di valutazione dei principali indicatori occupazionali e sociali. Viene pubblicata dalla Commissione e adottata dal Consiglio dell’UE
i programmi nazionali di riforma – presentati dai governi nazionali e analizzati dalla Commissione tenendo conto degli obiettivi della strategia 2020 (banca dati – programmi nazionali di riforma antecedenti al 2011)
le relazioni nazionali – analizzano le politiche economiche degli Stati membri. La Commissione le pubblica dopo aver valutato i programmi nazionali di riforma e formula le raccomandazioni specifiche per paese.
Europa 2020 presenta tre priorità che si rafforzano a vicenda:
1. Crescita intelligente , ovvero’ sviluppare un’economia basata sulla conoscenza e l’innovazione.
2. Crescita sostenibile: promuovere un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva.
3. Crescita inclusiva: promuovere un’economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale.
Sfide
Demografica
Gli europei vivono più a lungo e hanno meno figli, la società è caratterizzata da cambiamenti economici e culturali dovuti all’ all’invecchiamento e all’immigrazione.
Cambiamento climatico
Le emissioni di gas serra che minacciano gli equilibri naturali del pianeta devono diminuire a livello globale, nuove fonti energetiche e nuove modalità di utilizzo devono essere sviluppate e diffuse.
Obiettivi principali dell’UE
• 1. Il 75% delle persone di età compresa tra 20 e 64 anni deve avere un lavoro.
• 2. Il 3% del PIL dell’UE deve essere investito in R&S.
• 3. Ridurre le emissioni di gas a effetto serra almeno del 20%, portando al 20 % la quota delle fonti di energia rinnovabili e puntare a un miglioramento del 20% dell’efficienza energetica
• 4. Il tasso di abbandono scolastico deve essere inferiore al 10% e almeno il 40% dei giovani deve essere laureato.
• 5. 20 milioni di persone in meno devono essere a rischio di povertà.