LA LIBERTÀ’ DI CIRCOLAZIONE

L Accordo di Schengen, firmato il 14/06/1985 da:
Belgio
Francia
Germania
Lussemburgo
Paesi Bassi
decise di eliminare progressivamente i controlli alle frontiere interne e di introdurre la libertà di circolazione per tutti i cittadini dei paesi firmatari, di altri paesi dell’UE e di alcuni paesi terzi.
Convenzione di Schenghen, firmata il 19/06/1990 dai 5 paesi fondatori, entrata in vigore nel 1995.
La convenzione completa l’accordo e definisce le condizioni e la garanzie inerenti all’istituzione di uno spazio di libera circolazione. L’accordo e la convenzione formano” l’acquis di Schengen”, viene integrato nel quadro dell’Unione Europea nel 1999 , quindi entra a far parte della legislazione UE.
Sono 26 i membri a pieno titolo dello Spazio Schengen di cui 22 sono stati membri dell’UE.
Si basa su tre principi fondamentali:
1) libera circolazione delle merci
4 libera circolazione delle persone
3) libera circolazione dei servizi
Strategia Schengen, quali prossimi obiettivi?
Il 2 giugno la Commissione ha presentato la proposta per la nuova
strategia su Schengen. “La libertà di muoversi, vivere e lavorare in diversi Stati membri, è una delle libertà più cara agli europei, uno dei più grandi risultati, ma che diverse crisi hanno dimostrato, che non si può dare nulla per scontato.” Così la Presidente Ursula von der Layen si è espressa annunciando la presentazione della nuova strategia Shengen. L’obiettivo della nuova strategia è fare in modo che Schengen possa resistere alla prova del tempo e del Covid-19, tornare quello che
era in origine e continuare a garantire la libera circolazione delle persone, beni e servizi in qualunque circostante, garantendo i diritti di cittadinanza degli europei e il funzionamento delle catene logistiche anche di fronte a crisi eccezionali.
Sono tre i pilastri su cui Bruxelles intende intervenire:
1) gestione delle frontiere esterne alla UE attraverso il
Corpo permanente della guardia di frontiera e costiera europea
2) rafforzamento delle frontiere interne per compensare l’assenza di
controlli sulle frontiere interne in particolare:
• sulla cooperazione di polizia
• sicurezza e gestione della migrazione
• garanzia di una solida governance
• rendere interoperabili i sistemi informativi per la gestione delle frontiere e della migrazione entro il 2023
• rendere digitali le domande di Visto ed i documenti di viaggio.
3) rafforzare lo spazio Schengen a livello interno con:
• una stretta cooperazione tra gli stati,fondamentale per la prevenzione e la lotta alle minacce alla sicurezza
• un codice di cooperazione di polizia della UE
• aggiornamento del quadro “PRUM” per lo
scontro di informazioni su: DNA, impronte digitali, dati dei veicoli
• estensione dell’uso delle informazioni anticipate sui passeggeri ai voli intra-Schengen
Promuove un nuovo patto su Migrazione e Asilo che stabilirà un approccio comune alla gestione della migrazione per il buon
funzionamento dell’area Schengen.
Forum regolari per promuovere il dialogo politico e affrontare le sfide comuni, sulla base delle relazioni annuali sullo stato di Schengen.
La Commissione, inoltre, propone la revisione del codice di frontiera Schengen per rafforzare la resilienza e garantire di fronte alle gravi minacce uno stretto coordinamento,introducendo le necessarie salvaguardie, affinché il ripristino dei controlli di frontiera non rimangono che una misura di ultima istanza.
Un ultimo obiettivo è l’allargamento dello spazio Schengen con l’adesione degli Stati membri dell’ UE che non ne fanno ancora parte: CIPRO, CROAZIA, ROMANIA e BULGARIA
Libertà di movimento dopo la pandemia
Negli ultimi anni la libera circolazione delle persone è stata messa alla prova dalle minacce terroristiche e dalla crisi dei migranti. La pandemia Covid-19, per la prima volta ha portato de facto ad una sospensione alla libera circolazione nello spazio Schengen, obbligando i Paesi ad introdurre controlli alla frontiera internal mettendo a repentaglio il funzionamento del mercato unico europeo.
Durava la prima ondata e i lockdown nazionali gli unici a poter attraversare le frontiere
europee erano gli autotrasportatori e da quel momento non abbiamo più avuto un ritorno alla normalità. Ogni viaggio richiede controlli, quarantena, Tamponi e documentazione aggiuntiva. such i nuovi green pass non rappresentarono una garanzia per poter esercitare il diritto alle libere circolatione.