PROTEZIONE CIVILE EUROPEA

Protezione civile Europea
“L’attuale sistema europeo di protezione civile è stato il frutto di un percorso che gli Stati europei hanno intrapreso all’indomani del disastro di Chernobyl, il quale ha avuto effetti transfrontalieri, colpendo Paesi anche molto lontani dalla centrale nucleare. L’incidente ha dimostrato che questo genere di disastri non può essere affrontato adeguatamente se non tramite un approccio comunitario.”
Il Parlamento europeo ha approvato un quadro giuridico rafforzato per il meccanismo di protezione civile dell’Ue, preparando, così, sempre meglio l’UE a rispondere alle future emergenze su larga scala.
L’aumento delle risorse
Il meccanismo di protezione civile sarà dotato di circa 1,26 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, un aumento significativo rispetto a quanto stanziato nel bilancio 2014-2020 (368,4 milioni di euro).
Risorse che saranno integrate da 2,05 miliardi di euro mobilitati dal Recovery Plan. In questo modo la Commissione europea potrà colmare le lacune nei trasporti e nella logistica e, in casi urgenti di acquistare direttamente le risorse necessarie attraverso RescEU , la riserva dell’Ue per aiutare i paesi colpiti da catastrofi.
Janez Lenarčič , commissario per la gestione della crisi, ha dichiarato che il meccanismo diventerà più agile, più completo e più in grado di rispondere alle sfide su larga scala, ma l’Ue dovrà avere gli strumenti per rispondere in modo efficace.
A tal proposito, il Consiglio ha indicato lo stanziamento di 1,9 miliardi nel quadro di Next Generation Eu, il cui perno è il fondo per la ripresa e la resilienza delle economie. D’altra parte, il Parlamento chiede un maggiore stanziamento per l’acquisto di nuove attrezzature, materiali e risorse a garanzia di risposte rapide ed efficaci alle emergenze su larga scala, comprese le emergenze mediche come Covid-19 e assicurando piena trasparenza sull’uso delle risorse.
Come funziona?
Il meccanismo di protezione civile europeo è un sistema collaborativo di mutuo soccorso creato nel 2001 ed attivato più di 420 volte per rispondere a disastri naturali e non , sia in Europa, ma anche oltre confine.
È stato attivato nel caso di incendi, inondazioni, inquinamento marino, terremoti, uragani, incidenti industriali e situazioni di crisi sanitarie.
Dopo l’avvento della pandemia di Covid-19, il meccanismo è stato usato per sostenenre gli Stati membri e i sistemi sanitari nazionali, coordinando la consegna di materiale di emergenza in Europa e in tutto il mondo. È stato anche attivato per rimpatriare più di 90.000 cittadini europei bloccati in altri Paesi.
I deputati europei hanno riconosciuto il ruolo chiave che il meccanismo di protezione civile ha svolto durante la pandemia e la sua posizione come simbolo della solidarietà in Ue.
La Protezione Civile europea è stata istituita nel 2013 inizialmente per rafforzare la cooperazione tra gli Stati , richiedendo assistenza volontaria di altri Paesi quando la portata di un’emergenza supera la sua capacità di risposta.
Nell’attuale crisi COVID-19, per sostenere i servizi sanitari nazionali, sono state fornite attraverso rescEU attrezzature mediche quali ventilatori, dispositivi di protezione individuale e strumenti terapeutici.
La protezione civile nel Trattato di Lisbona
La modifica più recente risale al 2007 con l’adozione del Trattato di Lisbona.
• art. 6 TFUE stabilisce che in tale materia l’Unione gode di una competenza parallela. Ciò implica che l’obiettivo posto a livello europeo è quello di costituire una vera e propria rete di cooperazione fra le realtà locali, ossia i sistemi di protezione civile che ogni Stato membro ha istituito.
Il Meccanismo Unionale di Protezione Civile
La Decisione 1313/2013/UE riprende molto delle precedenti decisioni in tema, pur ammodernando il Meccanismo, di particolare rilievo è la scelta di dedicare un capo specifico alla fase della prevenzione rispetto ai rischi connessi ai disastri. Si tratta della prova di un cambio di mentalità. Inoltre il Meccanismo è pensato per intervenire non solo a favore di uno o più Stati membri colpiti da un disastro, sia esso naturale o di origine umana, ma anche a favore di Stati terzi.
Conclusioni
Il Meccanismo si è rivelato efficiente ed efficace, come rilevato anche dalla Corte dei conti dall ’ Unione europea. Dal 2002 le attivazioni sono state ben 330, di cui la maggior parte per interventi fuori dall’ Europa. Tuttavia, emergono delle criticità quando la stessa emergenza colpisce più Stati europei contemporaneamente. In questi casi, infatti, diventa molto difficile garantire la disponibilità di mezzi di soccorso.Per ovviare a ciò, l’Unione ha deciso nel 2019 di arricchire il Meccanismo di un sistema di scorte “ tutte europee”: rescEU.
La Protezione Civile dell’Unione europea ha avuto un ruolo importante durante la pandemia Covid-19 aiutando gli Stati a salvare vite umane.
Attrezzature mediche come ventilatori, dispositivi di protezione personale e forniture di laboratorio sono state acquistate per sostenere i servizi sanitari nazionali durante la pandemia.
È stato facilitato il rimpatrio di oltre 75 mila cittadini europei. Recentemente ha convogliato aiuti per i rifugiati a Lesbo dopo l’incendio del campo profughi di Moria. Il meccanismo rescEU ha una capacità di azione che comprende l’uso di aerei ed elicotteri per interventi antincendio . Può entrare in azione anche per far fronte ad emergenze mediche, chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari. Tuttavia, la pandemia ha anche mostrato i limiti della capacità di risposta alle crisi, quando molti Stati membri sono colpiti contemporaneamente dalla stessa emergenza. Di qui la scelta del Parlamento di rafforzare il ruolo di rescEU per garantire che gli Stati possano disporre del sostegno volontario di altri paesi.