LE LOBBY IN EU

Cosa vuol dire fare Lobby?

Lobby dal latino Laubia(Loggia) in particolare in Italia utilizzata nei casi di malaffare politico ed economico, sta ad indicare un gruppo di persone che sono in grado di influenzare a proprio vantaggio l’attività del legislatore e le decisioni del governo o di altri organi della pubblica amministrazione. L’attività formale di Lobbying si esprime essenzialmente in due modelli, da una parte il modello pluralista, secondo il sistema anglosassone, dove i gruppi di interesse hanno uguale accesso al sistema politico, anche se non uguale influenza e dove lo stato ha un ruolo passivo e non interferisce nel “libero mercato” delle idee. Dall’altra parte il modello europeo, definito corporativista, proprio perché lo stato ha un ruolo attivo nel mediare il dialogo tra i gruppi, favorendo interlocutori o interessi. La Lobby opera prevalentemente nelle sedi istituzionali di decisione politica attraverso propri incaricati d’affari o apposite agenzie allo scopo di influenzare e persuadere il personale politico.
La regolamentazione dell’attività di lobbing è diventata un argomento di discussione e riflessione all’ordine del giorno.
Ma qual è l’importanza delle lobby in una democrazia? La partecipazione dei rappresentanti di interesse al processo legislativo e decisionale è una realtà imprescindibile in tutte le democrazie pluraliste, una dichiarazione d’intenti che rappresenta un elemento fondamentale a supporto della necessità, che tutti gli attori sociali, inclusi i gruppi di interesse, partecipino all’organizzazione politica. Negli Stati Uniti, per esempio, è talmente connaturata nel sistema politico costituzionale, da essere considerata come dicono gli americani “Has Americans Apple Pay”e pertanto il lobbista gode di protezione costituzionale , quale libertà di parola per convincere il decisore politico.
In Italia la mancanza di una chiara ed efficace regolamentazione delle attività di lobbying nel nostro Paese rende difficile la costruzione di un rapporto rispettoso e trasparente tra decisori pubblici e portatori di interesse. Tale lacuna permette il proliferare di una moleciplicità di attori che fingono di svolgere la professione di lobbysta operando con modalità e schemi molto lontani dalle pratiche professionali, determinando così una maggiore opacità dei processi decisionali.
La valorizzazione dei legittimi interessi particolari, rappresentati in modo trasparente, dovrebbe essere l’elemento costitutivo ed essenziale del metodo democratico.
La lobby sta sempre più assumendo, nei principali ordinamenti, un significato positivo grazie anche alle iniziative regolamentari sul tema, ma prima è necessario comprendere la base di partenza della regolamentazione delle Lobby nelle democrazie occidentali.
Da una parte l’idea di costituzionalismo anglosassone, che fa riferimento all’ Europa centrale e mediterranea e si basa sulla decisione pubblica come frutto della scelta di uno tra più interessi contrastanti , mentre il modello giacobino fa riferimento all’idea di volontà generale, preesistente a chi decide, e quindi insindacabile dal legislatore e dei gruppi di interesse particolari. È da qui che nascono i diversi orientamenti dei legislatori anglosassoni da un lato, e mitteleuropei dall’altro.
Accordo sul Registro di trasparenza
Nel 2011 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea l’accordo tra Parlamento e Commissione EU sull’ istituzione di un registro per la trasparenza che rappresenta un passo in avanti nel tentativo di uniformare le regole adottate dalle istituzioni europee sull’attività di lobbyng. Un anno dopo alla precedente iniziativa per la trasparenza, vedremo la nascita di un libro bianco e di un libro verde.
Il sistema di registrazione UE è volto a garantire il rispetto dei principi generali del diritto dell’Unione Europea, compresi i principi di proporzionalità, di non discriminazione e del diritto dei deputati del parlamento europeo a esercitare il loro mandato parlamentare senza alcun tipo di restrizioni.
Parlamento e Commissione si impegnano ad assicurare lo stesso trattamento a tutti i possibili candidati per la registrazione e a garantire loro condizioni paritarie. Vengono registrate tutte le attività svolte allo scopo di influenzare l’elaborazione delle politiche e i processi decisionali delle istituzioni dell’unione a prescindere dai canali o dai mezzi di comunicazione impiegati.
Il Registro europeo delle Lobby
Il Segretariato congiunto del Registro di trasparenza di entrambe le istituzioni è responsabile della vigilanza sul sistema di tutti i principali aspetti operativi e adotta di comune intesa le misure necessarie per dare attuazione al presente accordo. È composto, pertanto, da un gruppo di funzionari, coordinato da un capo unità presso il Segretariato generale della Commissione, i cui compiti comprendono l’elaborazione di orientamenti attuativi atti a facilitare l’interpretazione coerente delle norme da parte di coloro che effettuano la registrazione e il controllo della qualità del registro. Si avvale, inoltre, delle risorse amministrative disponibili per verificare la qualità del contenuto del registro, fermo restando, tuttavia, che i soggetti che si registrano sono i responsabili finali delle informazioni fornite.
Il funzionamento del registro è conforme ai principi generali del diritto dell’unione, compresi i principi di proporzionalità, non discriminazione e uguaglianza di fronte alla legge.
Tutte le attività devono essere trattate ugualmente e create condizioni uniformi per la registrazione delle organizzazioni e dei liberi professionisti.
Linee guida del registro
1) Obblighi di divulgazione delle finanze
2) Un codice di condotta
3) Una procedura di reclamo e misure da applicare in caso di inosservanza del codice di condotta.
4) Categoria di registrazione, che viene scelta dal dichiarante al momento della registrazione.
Organizzazioni esenti (iscrizione non obbligatoria)
• Governi degli Stati membri
• Governi di Paesi terzi
• Organizzazioni intergovernative internazionali e loro missioni diplomatiche
• Chiese e comunità religiose
• Partiti politici
• Autorità locali regionali e comunali (questi possono tuttavia registrarsi)
Obblighi degli iscritti
Le persone e le organizzazioni iscritte nel registro per la trasparenza devono consentire che le informazioni e i documenti da essi presentati siano resi pubblici e che agiscano in conformità con il codice di condotta per garantire la massima correttezza delle informazioni fornite. Nel caso di presunta inosservanza del codice di condotta, chiunque può presentare un reclamo motivato e di un tal caso le misure da prendere possono consistere a un avvertimento, una sospensione della registrazione, la cancellazione dal registro e ritiro della carta d’identità. È doveroso dire, però, de
la mancata osservanza del codice di condotta è relativamente debole rispetto al potenziale di influenza dei responsabili politici a livello europeo. Infatti, attualmente, non esiste un registro per la trasparenza obbligatorio, completo e con possibilità di sanzioni adeguate e dissuasive.
I segretari generali e i vicepresidenti del parlamento e della commissione EU presentano annualmente una relazione sul funzionamento del registro.
Le statistiche di base del registro vengono regolarmente pubblicate sul sito web Europa e sono resi accessibili a tutti.
Il registro comune sarà esaminato entro e non oltre due anni dalla sua apertura. Il consiglio dell’Unione Europea non ha mai mostrato alcun interesse
ad iscriversi al registro per la trasparenza. Per questo al parlamento europeo continua a battersi per una registrazione
obbligatoria dell’attività di lobbying.
Impronta legislativa
In una votazione volta a modificare il regolamento interno, il parlamento europeo ha sostenuto principalmente l’aggiunta di un’impronta legislativa nell’allegato alle relazioni sui testi legislativi.
Il 31 gennaio 2019, il parlamento europeo ha approvato norme vincolanti sulla trasparenza dell’attività di lobby, modificando il proprio regolamento interno.
Il parlamento ha deciso che gli eurodeputati coinvolti nella redazione e negoziazione delle leggi devono pubblicare le loro riunioni online.