FARM TO FORK


FARM TO FORK
La commissione europea ha pubblicato lastrategia F2T come parte importante dell’European Green Deal, ovvero, l’ambiziosa proposta legislativa in tema di ambiente. La Farm to Fork è stata studiata per trasformare il sistema alimentare europeo , da una parte per renderlo più sostenibile e dall’altra riducendo il suo impatto sui paesi terzi.
Le reazioni della società civile alla strategia sono state estremamente positive, tenendo conto degli ambiziosi obiettivi che si pone e per l’approccio globale che la caratterizza. La strategia F2F tocca molti aspetti della filiera, dall’agricoltura al modo in cui dovremmo etichettare gli alimenti.
In che modo la strategia F2F rappresenta un passo importante per il futuro delle filiere alimentari? Che cos’è la strategiaF2F e chi dovrà adottarla?
La strategia e il piano decennale sono stati messo a punto dalla commissione europea per guidare la transizione verso un sistema alimentare sano e rispettoso dell’ambiente. L’ Unione Europea cerca di progettare una politica alimentare che proponga misure e obiettivi che coinvolgano l’intera filiera alimentare, dalla produzione al consumo, passando naturalmente per la distribuzione. L’ obiettivo di fondo sarebbe quello di rendere i sistemi alimentari europei più sostenibili di quanto lo siano oggi. Sarà necessario adottare norme a livello nazionale che consentono di contribuire a raggiungere gli obiettivi stabiliti, appunto, dall’Unione Europea. Per questo motivo i paesi membri godranno di eventuali misure di sostegno aggiuntive nel corso dell’ implementazione della strategia.
La strategia dovrà essere in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile cercando di innescare un miglioramento degli standard a livello globale, attraverso la cooperazione internazionale e le politiche commerciali che coinvolgono i paesi terzi.
L’Unione Europea dovrà, da un lato dare avvio alla propria transazione ecologica, ma dall’altro evitarle che nel resto del mondo vengono messe in atto pratiche non sostenibili.
Quali sono gli obiettivi della strategia?
• garantire una produzione alimentare sostenibile
• promuovere il consumo di cibi sostenibili e sostenere la transizione verso abitudini alimentari sane
• favorire una filiera alimentare sostenibile dall’inizio alla fine: dalla lavorazione alla vendita, passando dei servizi accessori, come l’ospitalità e la ristorazione
• garantire la sicurezza alimentare
• ridurre gli sprechi alimentari
• combattere le frodi alimentari lungo la filiera.
Tra gli obiettivi fondamentali alcuni si rifletteranno nella strategia per la biodiversità:
• ridurre del 50 %l’uso di pesticidi chimici entro il 2032
• dimezzare la perdita di nutrienti, garantendo al tempo stesso che la fertilità del suolo non si deteriori ed in questo modo si ridurrà di almeno il 20% l’uso di fertilizzanti entro il 2030
• ridurre del 50 % le vendite totali di antimicrobici per gli alimenti dell’allevamento e di antibiotici per l’acqua cultura entro il 2030
• trasformare il 25 % dei terreni agricoli in aree destinate all’agricoltura biologica entro il 2030
É la prima volta che l’Unione Europea si occupi di una politica per la sostenibilità dei sistemi alimentari. Ad oggi le politiche adottate risultano settoriali e incompatibili l’una con l’altra. È necessario lavorare su una politica alimentare comunese vogliono giungere ad un cambiamento radicale. Sarà essenziale un approccio olistico, che affronti il tutto in modo coordinato, e non solo per quanto riguarda la produzione alimentare, ma anche per quanto riguarda il commer cio, la qualità del cibo e dell’ambiente, la tutela della salute, la gestione delle risorse del territorio, l’ecologia, oltre naturalmente alla salvaguardia dei valori sociali e culturali legati all’alimentazione.
La strategia non è vincolante di per sé, tuttavia i paesi membri nel momento in cui implementeranno norme e leggi o quando dovranno allinearsi alle politiche comunitarie già esistenti, come per esempio la Pac, saranno vincolati a rispettare gli obiettivi stabliliti dalla commissione.
Come si farà raggiungere gli obiettivi della strategia?
Occorrono misure forti e concrete.Sarà fondamentale agire sulla conoscenza, investire in formazione e rivedere il meccanismo di sostegno economico per consentire a tutti gli attori del sistema alimentare di essere più sostenibili.
Pensiamo ad esempio alla necessità di trovare soluzioni alternative per quanto riguarda i pesticidi chimici, o al modo con cui bisognerà rispettare le norme in materia di etichettatura.
Per questa ragione la strategia include proposte di modifica delle politiche attualmente in vigore, ad esempio la revisione della direttiva su uso sostenibile dei pesticidi e del regolamento sul benessere degli animali.
I nuovi obiettivi dovranno trovare un corrispettivo anche nella Pace nei piani strategici nazionali che sono attualmente in fase di fase di sviluppo in ogni paese.
Entro il 2023 la commissione presenterà una proposta legislativa che delineerà un quadro di riferimento in materia di sistemi alimentari sostenibili per rendere più simili tra loro le singole politiche nazionali e garantendo coesione a livello europeo.
Quale sarà l’impatto della strategia sull’agricoltura europea sul cibo che consumiamo?
Dal punto di vista della produzione, la strategia si pone l’obiettivo di guidare la transizione dell’agricoltura verso pratiche più sostenibili si punta a ridurre l’uso di pesticidi chimici e fertilizzanti e a introdurre’ pratiche rispettose dell’ambiente. Non solo, l’intera filiera alimentare sarà più trasparente. In questo modo i consumatori avranno a disposizione maggiori informazioni sugli aspetti nutrizionali e sull’origine degli alimenti, grazie una migliore etichettatura.
La strategia propone alcune misure per facilitare l’accesso al cibo sano, sia dal punto di vista economico, sia da quello fisico. Le istituzioni pubbliche, come le scuole gli ospedali, dovranno rispettare le più rigorose linee guida, in materia di appalti pubblici, per la fornitura dei pasti. Le aziende dovranno adottare misure per ridurre il proprio impatto ambientale e rivedere l’offerta di alimenti seguendo le linee guida per una dieta sana e sostenibile.
In che modo questa strategia sosterrà gli agricoltori pescatori dell’unione europea?
Da un lato la strategia mira a premiare gli agricoltori, i pescatori e gli altri soggetti attivi lungo la filiera alimentare che hanno già cominciato transizione verso pratiche sostenibili ma dall’altro intende facilitare lo stesso percorso a chi non l’ha ancora avv iato, creando opportunità favorevoli per le loro imprese. La PAC e la politica comune della pesca rimarranno gli strumenti chiave per sostenere questa tra nsizione che ha il duplice obiettivo di rendere sostenibili i sistemi alimentari e assicurare condizioni di vita dignitose agli agricoltori/ pescatori e loro famiglie. Tuttavia al momento non sono chiari quali siano i passi che i produttori dovranno compiere per ottenere supporto dell’Unione Europea. Rimane vago anche il modo in cui ogni categoria stabilirà gli obiettivi di sostenibilità e incerti sono gli strumenti pratici che permetteranno la transizione.
La strategia può essere cambiata e migliorata?
La strategia è un piano decennale ed i suoi risultati dipenderanno dal modo in cui verranno messi in pratica le linee guida stabilite dalla commissione I punti cardine della strategia rimarranno probabilmente invariati, ma la società civile avrà il compito di seguire da vicino gli sviluppi della strategia Farm to fork offrendo il proprio contributo alle riforme che verranno via via discusse.
Qual è la disposizione di Slow food su questa strategia?
Slow food ritiene che la strategia sia l’occasione per intraprendere quel percorso di trasformazione di cui abbiamo bisogno per creare sistemi alimentari sostenibili e per proteggere l’ambiente, la salute e naturalmente i produttori. Vengono affrontati temi fondamentali come la promozione dell’agro ecologia, il miglioramento delle abitudini alimentari. La necessità di impegnarsi in un consumo minore, e al tempo stesso di migliore la qualità della carne.
Sono alcune delle idee che Slowfood sostiene e promuove da anni. Sf si rammarica, però, per l’inclusione, nella strategia farm to fork del concetto di nuovi OGM, nonostante quanto sia stabilito dalla sentenza della corte di giustizia europea nel 2018.
Secondo SF, inoltre, la riduzione del 50 % dell’utilizzo dei pesticidi è un obiettivo insufficiente a frenare l’estinzione degli impollinatori, che ha raggiunto livelli senza precedenti e che metta a grave rischio il nostro sistema alimentare.
Slow food fa parte dell’iniziativa di “città dei cittadini europei”. Salviamo le api e gli agricoltori, la commissione europea chiede
la riduzione dell’80 % entro il 2030 e la completa eliminazione entro il 2035 dei pesticidi sintetici.
“Ridurre al minimo l’impatto del sistema agroalimentare e della produzione sull’ambiente e sul clima”, queste le linee guida previste dalla strategia F2F, messa a punto dalla Cammissione EU. C’è forte perplessità sulla strada intrapresa dalla Commissione e sull’impatto che la nuova strategia avrà sul nostro mercato interno, favorendo solo alcune categorie di prodotti e generando distorsioni di mercato che penalizzerebbero soprattutto il settore agroalimentare italiano; non di meno sul complesso sistema dell’etichettatura a semaforo degli alimenti, già adottato prima dalla Francia, poi dal Belgio, Germania e Spagna e ora anche dal Lussemburgo che risulta essere miope e fuorviante, ma soprattutto non a tutela dei prodotti Made in Italy. Si tratta di un sistema debole e facile da leggere ed è proprio questa semplicità probabilmente ad essere la sua vera debolezza, poiché indurrebbe ad evitare prodotti alimentari salutari come l’olio di oliva, il parmigiano e il prosciutto. Purtroppo il diffondersi a macchia d’olio del sistema Nutry Score fa temere che sarà proprio questo il prescelto per unificare gli schemi di etichettatura negli Stati membri che la commissione presenterà in primavera nell’ambito della nuova strategia Farm to Fork.