Servizi digitali Ue

Legge sui servizi e mercati digitali
La Commissione europea ha proposto una serie di nuove norme per tutti i servizi digitali, compresi i social media, i mercati e altre piattaforme online che operano nell’Unione europea. Lo scopo sarà quello di proteggere i consumatori e i loro diritti fondamentali online, ma anche quello di rendere i mercati digitali più equi e più aperti a tutti.
La legge sui servizi digitali e la legge sui mercati digitali costituiscono la risposta europea agli effetti della digitalizzazione, e più precisamente delle piattaforme online, sui diritti fondamentali, sulla concorrenza e, più in generale, sulle società ed economie.
Obiettivi:
1)
• promuovere innovazione
• crescita
• competitività
• fornire agli utenti servizi online nuovi, migliori e affidabili
2)
• sostenere l’espansione delle piattaforme più piccole
• sostenere l’espansione delle piccole e medie imprese
• sostenere l’espansione delle start-up
• fornire alle imprese un più facile accesso a clienti di tutto il mercato unico
• ridurre i costi di conformità
3)
• vietare l’imposizione di condizioni inique da parte delle piattaforme online che fungono, da controllori dell’accesso al mercato unico
Decennio digitale europeo
Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale, ha dichiarato che le proposte perseguono un unico obiettivo, garantendo gli utenti l’accesso ad una più ampia gamma di prodotti e servizi sicuri online e alle aziende di competere liberamente ed equamente online così come offline. Si tratterebbe
di un unico mondo, in quanto ciò che è illegale offline sarebbe altrettanto illegale online.”
Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha dichiarato che “Molte piattaforme online occupano ormai un posto centrale nella vita dei nostri cittadini e delle nostre aziende, e persino nella nostra società e nella nostra democrazia in generale. Con le proposte odierne stiamo organizzando il nostro spazio digitale per i prossimi decenni. Tramite norme armonizzate, obblighi ex ante, una migliore sorveglianza, un’applicazione rapida e sanzioni dissuasive provvederemo a garantire sicurezza, fiducia, innovazione e opportunità commerciali a chiunque in Europa offra e utilizzi servizi digitali.”
Legge sui servizi digitali
Le piattaforme online hanno creato vantaggi significativi per i consumatori agevolando gli scambi transfrontalieri all’interno e all’esterno dell’Unione e aprendo nuove prospettive ad un’ampia gamma di aziende e di operatori commerciali europei.
Allo stesso tempo, però esse vengono utilizzate come mezzo per la diffusione di contenuti i Illegali o per la vendita online di beni o servizi illegali.
Alcuni grandi operatori hanno assunto una natura sistemica, comportando rischi particolari per i diritti degli utenti, i flussi di informazioni e la partecipazione del pubblico.
• In virtù della legge sui servizi digitali, obblighi vincolanti a livello dell’UE si applicheranno a tutti i servizi digitali che collegano i consumatori a beni, servizi o contenuti e saranno previste nuove procedure per una più rapida rimozione dei contenuti illegali e una protezione globale dei diritti fondamentali degli utenti online. In particolare, la legge sui mercati digitali introdurrà una serie di nuovi obblighi armonizzati per i servizi digitali a livello dell’UE, attentamente calibrati in funzione delle dimensioni di tali servizi e del loro impatto, quali:
• norme per la rimozione di beni, servizi o contenuti illegali online
• garanzie per gli utenti i cui contenuti sono stati erroneamente cancellati dalle piattaforme
• nuovi obblighi per le piattaforme di grandi dimensioni di adottare misure basate sul rischio al fine di prevenire abusi dei loro sistemi
• misure di trasparenza di ampia portata, anche per quanto riguarda la pubblicità online e gli algoritmi utilizzati per consigliare contenuti agli utenti
• nuovi poteri per verificare il funzionamento delle piattaforme, anche agevolando l’accesso dei ricercatori a dati chiave delle piattaforme
• nuove norme sulla tracciabilità degli utenti commerciali nei mercati online, per contribuire a rintracciare i venditori di beni o servizi illegali
• un processo di cooperazione innovativo tra le autorità pubbliche per garantire un’applicazione efficace in tutto il mercato unico
Le piattaforme che raggiungono più del 10% della popolazione dell’UE, 45 milioni di utenti, sono considerate di natura sistemica e sono soggette non solo a obblighi specifici di controllo dei propri rischi ma anche all’introduzione di una nuova struttura di sorveglianza.
All’interno di questo nuovo quadro in materia di responsabilità si inserirà l’attività di un consiglio dei coordinatori nazionali dei servizi digitali, e la Commissione sarà dotata di poteri speciali per quanto riguarda la supervisione delle piattaforme molto grandi, anche con la possibilità di sanzionarle direttamente.
Legge sui mercati digitali
La legge sui mercati digitali affronta le conseguenze negative derivanti da determinati comportamenti delle piattaforme che hanno assunto il ruolo di controllori dell’accesso al mercato digitale e che godendo, di una posizione consolidata e duratura, potrebbero avere il potere di agire come legislatori privati e costituire una strozzatura tra le aziende e i consumatori. Queste imprese, qualche volta, possono avere
il controllo su interi ecosistemi di piattaforme e, qualora un controllore dell’accesso ponga in essere pratiche commerciali sleali, servizi preziosi e innovativi dei suoi utenti e concorrenti commerciali potrebbero non giungere al consumatore o il processo di accesso potrebbe essere rallentato.
La legge sui mercati digitali stabilisce norme armonizzate definendo e vietando le pratiche sleali messe in atto dai controllori dell’accesso e prevedendo un meccanismo di applicazione basato su indagini di mercato. Lo stesso meccanismo garantirà l’aggiornamento degli obblighi stabiliti nel regolamento in funzione della realtà digitale in costante evoluzione. La legge sui mercati digitali in pratica:
• si applicherà solo ai principali fornitori dei servizi di piattaforme di base più inclini a ricorrere a pratiche sleali, come i motori di ricerca, i social network o i servizi di intermediazione online, che soddisfano i criteri legislativi oggettivi per essere designati come controllori dell’accesso
• fisserà soglie quantitative come base per individuare controllori dell’accesso presunti
• vieterà una serie di pratiche chiaramente sleali, come impedire agli utenti di disinstallare software o applicazioni preinstallati;
• imporrà ai controllori dell’accesso di predisporre in modo proattivo determinate misure, ad esempio misure mirate che consentano al software di terzi di funzionare correttamente e di interoperare con i loro servizi
• prevederà sanzioni in caso di inadempienza, che potrebbero comprendere ammende fino al 10% del fatturato mondiale del controllore dell’accesso, al fine di garantire l’efficacia delle nuove norme
• consentirà alla Commissione di svolgere indagini di mercato mirate per valutare se a tali norme debbano essere aggiunte nuove pratiche e nuovi servizi dei controllori dell’accesso al fine di garantire che le nuove norme relative ai controllori dell’accesso tengano il passo con la rapida evoluzione dei mercati digitali